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Formez
Dipartimento della Funzione Pubblica

PROGETTO SIMPLICITER -

I Progetti Simpliciter rappresentano l'azione di sostegno del Formez a favore del processo di semplificazione amministrativa, avviato a partire dagli inizi degli anni '90, e, in particolar modo, caratterizzato dalla riforma del Titolo V della Costituzione (L. Cost. 3/01). Il quadro normativo richiede il perseguimento di tre obiettivi fondamentali: la semplificazione e l'accelerazione delle procedure amministrative; la trasparenza dell'azione amministrativa e la sua apertura alla partecipazione dei cittadini; la promozione attiva di un razionale sviluppo economico-locale-territoriale....segue

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Progetto Simpliciter, in Toscana e Friuli Venezia Giulia semplificazione in linea con i principi della Comunità Europea

Secondo un recente rapporto della Banca Mondiale, nell'ultimo anno l'Italia è passata dal 69° all'82° posto nella graduatoria della competitività mondiale, con particolare riferimento a quella specifica capacità di creare condizioni attraenti per l'insediamento produttivo che gli anglosassoni definiscono 'easy of doing business'. Il dato fotografa una situazione preoccupante, una perdita di posizioni che ha spinto governo ed istituzioni italiane a fondare l'attuale legislatura proprio sulle politiche per recuperare efficienza, coordinamento e abbattimento del costo rappresentato dalla tassa occulta delle lungaggini burocratiche.

Ridurre gli oneri per l'attività di imprese e cittadini e introdurre una regolazione di qualità, che non alteri i principi della concorrenza e del mercato. Questi i temi fondamentali trattati nel convegno 'La semplificazione tra Stato, Regioni e Autonomie Locali. Il caso della legge 241', che ha fornito un monitoraggio su una delle pietre miliari della normativa sulla semplificazione ed ha evidenziato casi positivi e criticità dopo sedici anni dall'inizio del processo di razionalizzazione che ha coinvolto la nostra pubblica amministrazione. I dati presentati durante l'incontro fanno parte di una ricerca condotta dal Formez in collaborazione con l'OLI (Osservatorio Legislativo Interregionale), nell'ambito del Progetto Simpliciter gestito dall'ente di formazione su incarico del Dipartimento della Funzione Pubblica con l'obiettivo di affrontare i temi della semplificazione a livello regionale. Lo studio ha anche preso in considerazione le modifiche portate dal nuovo Titolo V che, spostando con forza il baricentro della razionalizzazione verso Regioni ed Enti locali, ha reso obbligatorio il principio della leale collaborazione tra i vari livelli istituzionali. La sfida essenziale è nello snellimento burocratico e normativo perché 'la legislazione italiana è ancora troppo onerosa rispetto ad altri paesi - ha notato il presidente del Formez Carlo Flamment - e l'eccesso di leggi complica di molto la possibilità di monitorare e misurare gli effetti positivi delle riforme. Non a caso, le linee guida del piano strategico 2006-2008 del nostro istituto prevedono una più intensa cooperazione interistituzionale, per creare una rete sempre più efficiente in grado di spingere la semplificazione aggiornando continuamente i risultati dell'attività di facilitazione amministrativa e diffondendo le buone pratiche a livello nazionale. Dal vincolo spesso può nascere l'opportunità di scelte coraggiose e, a questo proposito, la crisi fiscale permanente delle democrazie occidentali costringerà gli enti pubblici a snellire e ridurre il prezzo dell'amministrazione'.

Raffaele Libertini, Segretario dell'OLI, dopo essersi soffermato sulla validità della collaborazione OLI-FORMEZ per questa ricerca sulla 241 che prefigura altre future collaborazioni sui temi della semplificazione amministrativa e normativa, ha fatto un excursus sulla storia della qualità normativa nelle regioni, su quello che esse stanno facendo ora in materia, sull'accordo con lo Stato per migliorare il prodotto normativo che è in via di definizione, in applicazione della legge di semplificazione 2005, sul ruolo fondamentale dei tecnici e sul rapporto con i politici, sugli stretti legami, infine, tra buona qualità normativa e democrazia.

A che punto è la semplificazione nel nostro sistema pubblico?
La ricognizione sulla Legge 241/90 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) ha disegnato un quadro 'a macchia di leopardo' con alcune realtà di eccellenza ma con molte situazioni regionali in cui continua ad essere complicato eliminare procedure e burocrazia superflua. Il lavoro è stato organizzato per argomenti, perché l'obiettivo 'era quello di agevolare i confronti tra i diversi sistemi regionali - ha spiegato Franco Peta, Responsabile del Progetto Simpliciter e Coordinatore del Gruppo di lavoro per il Formez - e per offrire ai destinatari un servizio più utile, si è deciso di concentrare lo studio su 6 materie, ambito d'applicazione, tempi del procedimento, conferenza di servizi, DIA - Dichiarazione d'Inizio Attività, silenzio assenso e diritto di accesso ai documenti. Il policentrismo istituzionale si è ulteriormente rafforzato dopo l'entrata in vigore del nuovo Titolo V della Costituzione e rappresenta un?ulteriore sfida per snellire e razionalizzare. Un problema fondamentale da superare è quello della frammentarietà normativa, manca infatti un'unica regolazione. Per fare un esempio, è facile che nella stessa regione, per materie come grandi strutture commerciali e assetto e tutela del territorio vengano indette due distinte conferenze di servizi, con conseguente dispersione dell'attività e aumento dei costi. Il lato positivo del cambiamento è nel nuovo spazio normativo acquisito da comuni e province, che necessita, per poter funzionare, di un tavolo permanente di indirizzo e coordinamento. L'articolo 117 del nuovo Titolo V è infatti troppo generico e dal 2001 in poi ha visto fortemente crescere il contenzioso presso la Corte Costituzionale'.

Il cammino delle riforme in senso federale non ha finora prodotto tutti i risultati auspicati, ma si partiva da una situazione bloccata, all'inizio degli anni Novanta, in cui ben poche regioni erano predisposte alla semplificazione. Solo Friuli Venezia Giulia e Sicilia avevano leggi di semplificazione precedenti alla 241, ha infatti sottolineato Anna D'Ambrosio, Coordinatrice del Gruppo di lavoro OLI - Servizio legislativo, coordinamento giuridico e riforme istituzionali, Giunta Regionale Friuli Venezia Giulia, e 'tante altre realtà si sono adeguate o si stanno tuttora adeguando con ritardo, specie su materie come ambito d'intervento e diritto d'accesso ai documenti amministrativi. Il bilancio generale non è positivo, con alcuni casi d'eccellenza come Toscana e Friuli Venezia Giulia, che hanno recepito il dettato comunitario dando maggiori garanzie ai propri cittadini. Oltre a lungaggini, rallentamenti pratici e contenziosi, un'altra grande criticità, forse la maggiore, è nella struttura organizzativa spesso priva di mentalità semplificatrice. Tornano in mente a proposito le parole del ministro Massimo Severo Giannini ai tempi del rapporto sulla Pubblica Amministrazione: per ridare dinamismo al carrozzone pubblico occorrono 6 ruote veloci e ben lubrificate costituite da regole chiare, procedimenti, formazione, riorganizzazione, dotazioni materiali e risorse finanziarie'.

Semplificare è impossibile senza la crescita di qualità della dirigenza. Ne è convinto il Capo del Dipartimento della Funzione Pubblica Antonio Naddeo, secondo il quale 'le leggi non responsabilizzano il ruolo del dirigente e nei contratti collettivi di lavoro non ci sono strumenti per valutare la produttività. Ridurre la spesa per consumi intermedi è una voce di risparmio essenziale ma non basta inserire la norma in Finanziaria, indicando una percentuale come tetto massimo da non superare: il Governo deve invece vincolare direttamente ogni singolo Capo Dipartimento, affiancando ai contenimenti di costo altri obiettivi di semplificazione. Il dirigente deve percepire concreti vantaggi, altrimenti non sarà incentivato a semplificare'.

Quali strumenti pratici ha messo in campo l'Esecutivo per incoraggiare la razionalizzazione in atto?
La politica punterà ad un raccordo più stretto con Regioni ed enti locali, disegnando una multilevel policy, che si completerà con l'ascolto e il coinvolgimento delle parti sociali in tutte le fasi del processo di semplificazione. E' l'idea del Vice Capo di Gabinetto del Ministro per le Riforme e l'Innovazione nella Pubblica Amministrazione Silvia Paparo, che ha annunciato un 'patto per la semplificazione da portare avanti con enti locali e con tutti gli attori in gioco (stakeholders), condividendo strumenti ed obiettivi e cooperando sistematicamente per un efficace valutazione di produttività. Stiamo anche lavorando con l'Istat per arrivare ad una fedele misurazione di oneri per adempimenti amministrativi, su cui baseremo i programmati interventi per il recupero di efficienza'.

Proprio venerdì 1 dicembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge Nicolais sulla semplificazione, con l'obiettivo di introdurre i tempi certi nell'azione amministrativa. Il controllo dei tempi 'deve andare di pari passo con il ripensamento delle procedure in base alle tecnologie informatiche - ha affermato il Capo Ufficio Legislativo del Ministro per le Riforme e l'Innovazione nella Pubblica Amministrazione Danilo Del Gaizo - perché la legge 241, come altre norme, ha bisogno di manutenzione continua. In un primo tempo i principi di legge si sono limitati a fissare i livelli essenziali delle prestazioni, restando salva la possibilità delle regioni di fissare alcuni livelli di tutela e per quest'ultimo aspetto il disegno di legge va nella stessa direzione di estensione dei diritti auspicata dalla ricerca che il Formez ha oggi illustrato'.

Come rendere più produttivo il confronto di esperienze?
Le buone prassi sono preziose, se associate ad un monitoraggio continuo sulla semplificazione, e aiuteranno a realizzare azioni di supporto e sensibilizzazione sempre più mirate e integrate con percorsi guidati, manualistica e workshop dedicati alle singole regioni. E' il punto di vista del Coordinatore Tecnico Scientifico del Formez Valeria Spagnuolo, che vede nella 'reattiva risposta da parte degli amministratori destinatari delle attività la base per aumentare la qualità dei futuri interventi: proseguono gli sforzi già iniziati negli anni precedenti con il Progetto SI - Sportello Impresa, per mettere a punto uno specifico Action Plan di governo, mediante il quale promuovere lo sviluppo economico, sociale e territoriale dell'Italia'.

Roma, 5 dicembre 2006